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STUDIO FUCHS PASSATO

Il primo amore (come spesso accade, negli anni del liceo, ossia eravamo attorno al 1974) è stato un “calcolatore tascabile” Texas Instruments TI-58 che permetteva di creare piccoli programmi. Il “difetto” stava nel fatto che i programmi venivano memorizzati in RAM e quindi vi rimanevano solo finché la macchinetta rimaneva accesa… Poi c’è stato un “pezzo” di università: nel 1977 prime esperienze con un Honeywell H6000 (mai visto “lui”, si lavorava con le schede perforate). Poi è venuto il primo lavoro al Parco Nazionale dello Stelvio (1979), dapprima con un Olivetti Audit 5 (aveva ben 2 kilobyte di RAM e schede magnetiche da 256 bytes ciascuna per dati e programmi – linguaggio Basic Assembler - BAL) poi (1981) con un modernissimo IBM 5120 (64 KB di RAM e due floppy da 8”, 1,2MB). È stata poi la volta della B.C.E s.r.l. (Bormio Computers and Engineering [!!] - 1982) seguita dalla UniT Bit s.r.l. (1988) e finalmente dallo Studio Fuchs (1997).

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